Nicola Centofanti, originario di Lanciano, nella suggestiva provincia di Chieti, vide la luce il 16 aprile del 1913. Le sue radici musicali affondano profondamente nella terra familiare, dove il suo retaggio era già stato segnato da illustri predecessori: il nonno Nicola, lo zio Augusto e il padre Paolo. Quest'ultimo, però, fu il faro che lo guidò verso la strada della musica. Deciso a seguire le orme familiari, Nicola si trasferì a Roma per coltivare la sua passione presso il Conservatorio di Santa Cecilia, immergendosi nello studio della composizione e dell'orchestrazione per banda e orchestra.
Il debutto come direttore di banda avvenne nel lontano 1937 a Cepagatti (PE), seguito dall'entusiasmante esperienza alla guida della banda Città di Atessa fino al 1940, quando il mondo venne sconvolto dalla tempesta della seconda guerra mondiale.
Fu solo dopo la liberazione del 1945, grazie all'intervento salvifico degli americani, che Centofanti poté risollevare il proprio spirito musicale. Riunì un ensemble a Chieti, inaugurando la rinascita con una memorabile festa a Rodi Garganico (FG) nei giorni del 2 e 3 luglio.
Gli anni che seguirono furono un susseguirsi di direzioni bandistiche che lo portarono a plasmare e modellare il suono delle varie comunità che ebbe l'onore di servire. Dalla direzione del Concerto di Atessa nel 1946, passando per il ritorno a Lanciano nel 1947 e 1948, e le esperienze altrove, come a Casalincontrada nel 1949 e poi di nuovo a Chieti nel 1951, dove ebbe l'opportunità di dirigere la banda che sarebbe diventata il fiore all'occhiello della sua lunga carriera.
La sua batuta saggio navigò tra le acque sonore di diverse regioni italiane, dall'Abruzzo alla Puglia, passando per la sua breve ma incisiva esperienza in Terra di Bari. Le stagioni seguite, i concerti diretti e le emozioni condivise si intrecciarono nella trama della sua vita musicale, culminando con la sua ritirata apparente nel 1994, quando a 81 anni guidò per l'ultima volta la banda, tornando alle sue radici abruzzesi con il Concerto Città di Chieti.
Ma la sua storia non può essere raccontata senza menzionare il coraggio di innovare e il rispetto per la tradizione che lo contraddistinse. Nel 1974, a Lanciano, Centofanti abbracciò un'audace sperimentazione, sostituendo gli usuali solisti strumentali con cantanti lirici, scatenando un acceso dibattito tra sostenitori dell'innovazione e difensori della tradizione. Nonostante le pressioni e le critiche, la sua dedizione alla musica non conobbe cedimenti.
Gli ultimi anni della sua vita furono segnati da momenti di intima riflessione e dal dolore per la perdita della sua amata Lidia nel novembre del 1996. Nicola Centofanti si spense il 24 dicembre 1997, alle 16:30, avvolti dall'affetto della sua famiglia e dal ricordo indelebile della sua immensa contribuzione al mondo della musica bandistica italiana.

Grandissimo maestro...che possa riposare in pace.
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