Vincenzo Alise, nato a Marigliano (Napoli) il 21 giugno 1921, fu iniziato al mondo della musica fin dalla sua più tenera età grazie al padre Gerardo Alise, un abile falegname e musicista che suonava il corno nella banda municipale di Marigliano. Fin dall'età di otto anni, iniziò a prendere confidenza con gli strumenti musicali, avvicinandosi al flicorno sopranino sotto la guida del capobanda Giovanni Sena. La sua straordinaria abilità e tecnica gli valsero presto il titolo di "enfant prodige" mentre si esibiva come solista in varie bande, comprese quelle di Gioia Del Colle e Squinzano in Puglia. Tuttavia, gli sforzi eccessivi lo costrinsero a rinunciare temporaneamente alla carriera da solista. Durante il servizio militare a Genova, eccelse come flicornino nella banda del XV Corpo d'Armata. Iniziò anche a comporre, dando vita alla sua prima marcia per banda, "L'Allegro Consegnato". Al termine del servizio militare, si dedicò agli studi musicali, conseguendo diplomi di composizione e strumentazione per banda, nonché in pianoforte. Con il passare degli anni, trasformò la sua carriera da solista a direttore e concertatore. Diretto numerose bande in varie regioni italiane, ottenne successi significativi soprattutto a Cicciano, Sora, L'Aquila, e Lanciano. Nel 1967, ottenne l'abilitazione all'insegnamento della musica e del canto corale a Firenze. In seguito, diresse bande in diverse città del Sud Italia, dimostrando particolare maestria nell'organizzazione delle stagioni concertistiche e nelle prove prestagionali, che svolgeva con grande dedizione e impegno. La sua presenza in Puglia segnò l'apice della sua carriera, dirigendo bande a Castellana Grotte, Foggia, Manduria, San Giorgio Jonico, Squinzano, Noci e Ceglie Messapica. In quest'ultima città, gli fu affidato il compito di formare una nuova banda, che portò al nascere della "Nuova Salisburgo Musicale della Puglia". La sua carriera musicale si concluse con la direzione della banda a Mercato San Severino, che oggi porta il suo nome. Vincenzo Alise, un musicista poliedrico e appassionato, si distinse per la sua capacità di dirigere senza partitura e per il suo stile originale nell'uso della bacchetta. Si spense a Gesualdo il 21 luglio 1996, lasciando un'eredità musicale che include una ventina di marce sinfoniche, tra cui spiccano "Grido D'Amore", "La Familiare", "La Caccia", "Grotte Di Castellana", "Centofantiana" e "Montefalcione Irpina".

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